“Trenitalia – ho pensato – se n’è inventata un’altra!” E così (mettici anche che io abito a Milano e lui, il treno, partiva da Roma stamattina all’alba) sul Frecciarossa dell’Innovazione non ci sono salito. Ma forse avrei dovuto.

Questo almeno mi ha detto al telefono poco fa il mio amico Carlo, Carlo Medaglia. Lui ci è salito, sul treno. E mi ha raccontato di otto vagoni strapieni di idee ed energia. Di ragazzi ricchi di sogni e poveri di soldi e di investitori con tanti soldi e tanta voglia di idee di business concrete.
Avrei dovuto esserci su quel treno. Su ogni vagone si lavorava a un business plan diverso e l’energia era palpabile: “Sembrava schizzare da un sedile all’altro come elettricità allo stato gassoso”, mi ha detto Carlo. E lui, al di là della nostra amicizia, di energia se ne intende, visto che a Roma dirige la ricerca scientifica del Cattid, uno dei laboratori più avanzati d’Europa in materia di tecnologie digitali. Sì, ho detto Roma. Non Boston o Cambridge.
Strano.
Ma vero.

Avrei dovuto esserci su quel treno, mi ha detto Carlo, perché mica capita tutti i giorni di vedere all’opera su una rotaia (anzi, due) 30 guru degli investimenti e quasi 500 startupper al loro meglio. E sarà perché tutti si divertivano che il capotreno deve aver deciso di rallentare un po’, visto che alla fine il Red Arrow (Steve Jobs lo chiamerebbe così?) ci ha messo un’ora in più del dovuto a raggiungere Milano. Lo so: era tutto già deciso. Ma non è bello immaginare il conducente (pilota? guidatore? mah…) che sente tutta quell’energia e dice fra sé: “Sai che c’è? Io rallento!”.

Tanta energia dev’essere piaciuta a tutti, tranne magari all’omino che si occupa del wi-fi del Frecciarossa, visto che a quanto si racconta i tweets che partivano dal treno verso il resto del mondo erano migliaia. Per l’omino in questione, che a quanto ho potuto constatare di persona nelle ultime settimane provando a navigare sul treno non è esattamente un fulmine di guerra, devono essere state quattro ore di pura sofferenza :-)

Avrei dovuto esserci, su quel treno. Ma mi prenderò la mia rivincita fra qualche giorno, visto che i migliori progetti verranno premiati (a Milano questa volta) durante un evento che durerà quattro giorni e si chiama E-Festival.

A proposito di Twitter, se hai voglia di tenerti aggiornato segnati sul retro di una scatola di cerini questi hashtag: #efestival #smwmnl e #fssstartup.
Grazie per le dritte, Carlo. Ci vediamo a Milano.

 

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