Come molti di voi ormai sanno, ho una quantità indecente di idee di business. La maggior parte di esse nascono da un’intuizione: un articolo che ho letto sul web, una conversazione tra amici, una farneticazione notturna… A quel punto cosa faccio? Lascio passare qualche giorno e lascio sedimentare. I più delle volte le mie idee “geniali” finiscono nel cassetto delle idee mai realizzate. La domanda è: perché? Ed ecco la mia risposta.
La maggior parte delle idee di business che hanno successo si basano non su un’intuizione, ma su un bisogno. In altre parole: la mia ultima idea può essere brillante e creativa quanto mi pare, ma se non serve a nessuno (o almeno a un numero sufficiente di persone) sarà destinata al fallimento.
Ci sono persone che hanno questa dote innata: osservano il mondo e gli viene naturale chiedersi “che cosa manca?”. Beh, li invidio. Perché le loro probabilità di successo come imprenditori sono superiori alle mie. Ma se tu sei simile a me, se le idee ti vengono di getto e nascono non dall’osservazione, ma dalla creatività, che cosa puoi fare? Il mio suggerimento è il seguente: non appena hai avuto l’idea, prima ancora di fantasticarci sopra facendo calcoli su quanto potrebbe costare, quanto renderebbe e quanto sarebbe meraviglioso realizzarla, poniti questa semplice domanda: “a chi potrebbe servire davvero?”. E dopo esserti risposto rivolgi la stessa domanda ad amici, colleghi e magari a qualcuno che lavora nel settore a cui la tua idea dovrebbe rivolgersi.
Eccoti un esempio pratico di qualcuno che ha realizzato un’idea basandosi su un vero bisogno.
Pare che l’85 per cento delle fotografie pubblicate su Internet violi le leggi del copyright. Stai pubblicando un post, cerchi su Google una foto che ti piace, la modifichi un po’ e poi la pubblichi. Ti è mai capitato?
Bene, un israeliano che si chiama Offil Guterzon ha visto in questo fenomeno un bisogno e ha fondato una startup chiamata picscout.com. Ha inventato un algoritmo che, un po’ come fa Google, passa la giornata a scorrazzare su Internet a caccia di foto: le osserva, riconosce le loro caratteristiche e riesce a capire se qualcuno le ha ripubblicate online. Ed è furbo perché le trova anche se sono state ridimensionate o se il “ladro” le ha modificate con Photoshop.
Oggi Offil ha decine di clienti, soprattutto grandi agenzie fotografiche come Corbis, Getty e iStockPhoto, ha uffici in California e se la passa alla grande. Offil ha osservato il mondo e ha intravisto un bisogno, dopodiché ha fatto del suo meglio per trovare una soluzione.
Ecco, a mio parere un buon imprenditore si comporta così.
Ps: A proposito, secondo te la foto di questo articolo l’ho scattata io? ;-)
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